Buoni e cattivi
Siamo abituati fin da piccoli a dividere la gente in buoni e cattivi, a giudicare gli altri per le singole azioni commesse, cosi che una persona non è più una persona ma l’azione commessa, negando il più piccolo spiraglio di riscatto.
Noi che siamo cittadini modello noi che siamo i buoni, noi che al massimo passiamo con il rosso, noi che non siamo capaci di fare del male al nostro prossimo, non riusciamo a capire come può una persona commettere violenza su un suo simile.
Davanti alla cronaca della quotidiana violenza domestica, la nostra incomprensione è tale, il nostro sdegno è cosi profondo, che dobbiamo prendere la distanza da queste persone: madri, padri, figli, figlie, fratelli e sorelle come noi, ma che nel momento in cui commettono un’azione malvagia diventano assassini, e cosi come spesso ci accade di chiudere gli occhi di fronte alle guerre, alle gravi epidemie, alle catastrofi, ecc, mettendo una mano in tasca, facendo tacere la nostra coscienza, allo stesso modo giudichiamo chi ha sbagliato e lo chiamiamo assassino e chiudiamo gli occhi prima di aver visto, prima di poter pensare che quella persona è una persona come noi, prima di cercare di capire il perché, il disagio che si nasconde sotto queste azioni, che spesso è molto più forte e più grave dell’azione stessa.
Il male nasce dal male, mentre il bene nasce dalla volontà di farlo, io credo che le persone, tutte, commettono degli errori, più o meno gravi, ma a tutti noi dovrebbe essere data la possibilità di riscatto di ripagare i propri errori, credere negli altri è credere in noi stessi, dare fiducia agli altri è averne in noi stessi, nel momento in cui neghiamo un diritto agli altri lo neghiamo a noi stessi.
Ci sono due cose per le quali mi batterò l'abolizione della pena di morte, e il recupero di chi ha sbagliato.
Noi che siamo cittadini modello noi che siamo i buoni, noi che al massimo passiamo con il rosso, noi che non siamo capaci di fare del male al nostro prossimo, non riusciamo a capire come può una persona commettere violenza su un suo simile.
Davanti alla cronaca della quotidiana violenza domestica, la nostra incomprensione è tale, il nostro sdegno è cosi profondo, che dobbiamo prendere la distanza da queste persone: madri, padri, figli, figlie, fratelli e sorelle come noi, ma che nel momento in cui commettono un’azione malvagia diventano assassini, e cosi come spesso ci accade di chiudere gli occhi di fronte alle guerre, alle gravi epidemie, alle catastrofi, ecc, mettendo una mano in tasca, facendo tacere la nostra coscienza, allo stesso modo giudichiamo chi ha sbagliato e lo chiamiamo assassino e chiudiamo gli occhi prima di aver visto, prima di poter pensare che quella persona è una persona come noi, prima di cercare di capire il perché, il disagio che si nasconde sotto queste azioni, che spesso è molto più forte e più grave dell’azione stessa.
Il male nasce dal male, mentre il bene nasce dalla volontà di farlo, io credo che le persone, tutte, commettono degli errori, più o meno gravi, ma a tutti noi dovrebbe essere data la possibilità di riscatto di ripagare i propri errori, credere negli altri è credere in noi stessi, dare fiducia agli altri è averne in noi stessi, nel momento in cui neghiamo un diritto agli altri lo neghiamo a noi stessi.
Ci sono due cose per le quali mi batterò l'abolizione della pena di morte, e il recupero di chi ha sbagliato.
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