03 giugno 2007

Fede

un uomo può riporre la propria fiducia in una particolare dottrina, nella scienza, nella religione, nella nazione, nel lavoro , nei famigliari, negli amici, nella medicina, o nella tecnologia. Gli esseri umani non sono in grado di agire se non credono in qualcosa. Inconsciamente anche l'uomo che manifesta a gran voce il proprio ateismo fa riferimento ad un credo. Tutte le questioni umane non sono altro che una somma di azioni che dipendono da una fede. Il credo non è qualcosa di distinto dalla vita, né è confinato a una stretta cerchia di persone. Ciò che conta è il grado di consapevolezza che anima l'individuo. Moltissime persone non si chiedono neppure se ciò in cui credono ha o meno un fondamento di verità.

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14 marzo 2007

Religione

La religione non deve mai diventare un fine, ma un mezzo per essere felici, quando la religione perde di vista il suo scopo principale smette di essere d’aiuto alla gente comune, la missione originaria della religione dovrebbe consistere nel perseguire la pratica religiosa nel quotidiano e nello sforzo costante di costruire una società umana migliore, la religione non deve essere una serie di regole astratte, la vera religione è concreta e deve essere dimostrata attraverso la vita delle persone.

Se noi provassimo a togliere i rituali esteriori, e provassimo a riscoprire i valori spirituali delle più grandi religioni: Buddismo, Cristianesimo, Induismo e Ebraismo otterremo come risultato una sola religione, in un mondo sempre più globale dove la possibilità di leggere è indubbiamente più estesa non capisco come si possa essere ancora manipolati da tutto ciò che è solo folklore.

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16 febbraio 2007

Pacs / DiCo

Non voglio parlare della legge da un punto di vista formale: se è ben fatta, oppure no, se va a colmare delle lacune oppure ne apre delle altre, se prevede tutte le possibili implicazioni e sviluppi futuri, o se non si possa arrivare allo stesso risultato semplicemente rivedendo alcuni articoli già esistenti. Credo tutta via che se ben fatta può dare uguali diritti a quanti sino ad oggi ne sono rimasti esclusi
Quello che invece non riesco a capire, quello che un po’ mi turba, è lo scontro che c’è attualmente tra Stato e Chiesa che si può riassumere in queste righe, che vi invito a leggere attentamente: "porre accanto al matrimonio un altro istituto introduce fortissimi elementi di squilibrio perchè le future coppie si porranno l'alternativa tra ricorrere al Dico o al Matrimonio". E questo, ha scandito, (commento fatto tramite l'emittente della Santa Sede da Francesco D'Agostino, presidente dei giuristi cattolici) "scalfirà soprattutto il matrimonio civile, istituzione sociale che merita rispetto e tutela".

  1. Le coppie di fatto: coppie tra uomo e donna, tra uomo e uomo e tra donna e donna esistono di già e questa è una certezza, ci sono tanto di cifre.
  2. Sembra che la Chiesa non si disperi per l’istituzione del matrimonio Cristiano ma di quello civile “scalfirà soprattutto il matrimonio civile”
  3. Sembra che la Chiesa sia più preoccupata per l’istituzione del matrimonio che per la felicità o l’infelicità delle persone o meglio della loro anima, tanto da accettare il matrimonio civile come valido e da tutelare. “istituzione sociale che merita rispetto e tutela"
Ora io non capisco quale attacco possa fare al matrimonio religioso e/o civile il riconoscimento delle coppie di fatto. “le future coppie si porranno l'alternativa tra ricorrere al Dico o al Matrimonio” Vorrei ricordare che ci sono delle coppie che hanno già scelto di non contrarre matrimonio ne religioso ne civile perché non ne hanno intenzione o non possono farlo, questo stà a significare che ci sono coppie che si sposano in chiesa o in comune solo per i benefici di legge??? O per l’abito bianco e tutta la cerimonia ??? Forse credo che la Chiesa dovrebbe occuparsi di questo aspetto, questa è la vera paura della chiesa??? La chiesa teme che se lo stato garantisce pari diritti ai non cattolici, o agli sgraditi ai reietti della chiesa essa perda potere??? La chiesa forse dovrà arrendersi all’evidenza che non tutto il mondo e cattolico per tanto permetta alle persone che contravvengono alla Legge di Dio di essere in pace almeno con quella degli uomini. Dov’è la chiesa quando i matrimoni falliscono??? Dov’è la chiesa quando i figli uccidono i genitori??? Dov’è la chiesa quando i genitori uccidono i figli??? Dov’è la chiesa quando le persone si scoprono “diverse”??? Dove sono i Parroci di queste anime disperse??? Non è forse meglio che la chiesa torni ad occuparsi delle anime li dove soffrono??? Non è forse meglio che la chiesa si occupi di anime e non di leggi??? Perché la chiesa non si limita ad accogliere la gente, piuttosto che giudicarla??? La religione non dovrebbe combattere il male contrapponendo il bene??? Da tutto ciò a mio parere si denota una Chiesa che continua a combattere crociate con metodi e armi diverse, una chiesa che nega perché non sa dare risposte, una chiesa attaccata a quanto ha perchè fondamentalmente ha perso la fiducia in quel Dio in cui dovrebbe credere. Se la chiesa perde con le coppie di fatto non è certo per una legge, ma perché non ha saputo toccare il cuore di queste persone, forse è su questo che dovrebbe riflettere.
Io forse sono cieco ma vorrei che qualcuno mi dicesse che non è vero.

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